Edgardo Donato
Nome
Edgardo Donato
Violinista, compositore e direttore di un’orchestra argentino
Nascita
Buenos Aires – Argentina
14 aprile 1897 – 15 febbraio 1963
La vita
Edgardo Felipe Valerio Donato nacque a Buenos Aires il 14 aprile 1897, nel quartiere di San Cristóbal, da una famiglia italiana appassionata di musica. Suo padre, Ernesto Donato, era un mandolinista e violoncellista che diresse un’orchestra da camera a Montevideo; la madre, Egilda Cafagna, ebbe nove figli, tre dei quali divennero musicisti: Ascanio (violoncellista), Osvaldo (pianista) e Edgardo, violinista e futuro direttore d’orchestra.
Da bambino si trasferì con la famiglia a Montevideo, dove iniziò lo studio del violino sotto la guida del padre e poi presso il Conservatorio Franz Liszt. A 21 anni era già pronto per lavorare come musicista professionista, inizialmente nel repertorio operistico. Ma il suo spirito ironico e allegro lo spinse presto verso il tango.
Negli anni ’20, a Montevideo, entrò a far parte dell’orchestra del bandoneonista Negro Quevedo, con al pianoforte Enrique Delfino, e poi nell’orchestra jazz di Carlos Warren, dove conobbe il violinista Roberto Zerrillo.
Nel 1922 compose il suo primo tango di successo, “Julián”, dedicato a un noto personaggio dell’ambiente notturno uruguaiano. Dopo i primi rifiuti da parte degli editori, il brano trovò fortuna a Buenos Aires grazie all’interpretazione teatrale di Iris Marga e alla registrazione della cantante Rosita Quiroga.
Seguì una serie di altri tanghi celebri, tra cui “Corazoncito de oro”, “Beba” e soprattutto “A media luz” (1924), uno dei brani più famosi della storia del tango, composto — come lui stesso raccontava — durante un viaggio in tram. Questo brano fu interpretato e registrato da grandi nomi come Firpo, Canaro e Gardel.
Nel 1927 fondò con Roberto Zerrillo l’Orquesta Típica Criolla Donato-Zerrillo, che fece il suo debutto a Montevideo e fu poi scritturata a Buenos Aires per una lunga stagione. In quell’epoca, l’orchestra era pubblicizzata come “I nove assi del tango”, e registrò per l’etichetta Brunswick.
Dopo lo scioglimento del duo nel 1930, Donato formò una propria orchestra, che si distinse per uno stile più dinamico e brillante. Fu una formazione da ballo, caratterizzata da un fraseggio allegro e vivace, arricchito da interventi solistici — soprattutto dello stesso Donato al violino — e da pizzicati ritmici. Incise oltre 400 brani, inizialmente per Brunswick, poi per Victor, dove rimase fino alla fine della carriera, con una breve parentesi alla Pampa.
Tra i suoi cantanti ricordiamo: Luis Díaz, Carlos Viván, Antonio Maida, Horacio Lagos, Teófilo Ibáñez, Hugo del Carril (che con lui fece il debutto discografico) e il grande cantante uruguaiano Romeo Gavioli.
Nel 1933 la sua orchestra partecipò al film ¡Tango!, il primo film sonoro argentino, e ad altri successi cinematografici come Los tres berretines, Riachuelo, Picaflor e Así es el tango. Nel 1944 fondò anche un quartetto, Los Caballeros del Recuerdo, dedicato al repertorio della Guardia Vieja.
Nel 1945 subì un duro colpo quando il fratello Osvaldo fondò una propria orchestra portandogli via molti musicisti. Donato riorganizzò la formazione con nuovi nomi, tra cui Julián Plaza e Ernesto Rossi, continuando la sua attività con successo.
Uomo dalla personalità allegra e distratta, fu spesso protagonista di aneddoti curiosi, legati alla sua celebre sbadataggine, come quello in cui dimenticò la moglie su un tram durante una conversazione con un amico.
Fu autore di oltre 200 tanghi, molti dei quali sono oggi considerati classici del repertorio: oltre ai già citati, ricordiamo “El huracán”, “Muchacho”, “Volvé”, “Cartón ligador”, “Se va la lancha”, “Pensalo bien” e tanti altri.
Edgardo Donato morì il 15 febbraio 1963 a Montevideo, lasciando un’impronta indelebile nella storia del tango come violinista, compositore e direttore d’orchestra, espressione autentica di un tango vitale, gioioso e popolare.