Astor Piazzolla
Nome
Astor Piazzolla
Compositore, musicista e arrangiatore argentino
Nascita
Mar Del Plata – Argentina
11 marzo 1921 – 4 luglio 1992
La vita
Astor Piazzolla
Nato l’11 marzo 1921 a Mar del Plata, in Argentina, crebbe in un contesto familiare italo-argentino. Nel 1924, si trasferì con i genitori a New York, dove nel 1929, a soli otto anni, scoprì il bandoneón, lo strumento che avrebbe segnato la sua carriera. A soli undici anni compose il suo primo tango, La catinga (mai pubblicato), e poco dopo recitò da bambino nel film El día que me quieras, accanto a Carlos Gardel.
Tornato in Argentina nel 1936, iniziò a suonare in piccoli gruppi locali e fondò un ensemble ispirato allo stile del Sexteto di Elvino Vardaro, uno dei primi tentativi di rinnovare il linguaggio del tango. Nel 1938 si trasferì a Buenos Aires e, dopo esperienze con varie orchestre, entrò nell’ensemble di Aníbal Troilo, una delle formazioni più importanti dell’epoca. Con Troilo suonò il bandoneón, fu arrangiatore e talvolta pianista. Troilo ne riconobbe il talento, ma cercò anche di contenerne l’impulso innovativo per non allontanare il grande pubblico.
Nel 1944 Piazzolla lasciò l’orchestra di Troilo per dirigere la formazione che accompagnava il cantante Francisco Fiorentino, dando vita a una delle collaborazioni più fertili del tango. I due incisero 24 brani, tra cui Viejo ciego e Volvió una noche, e Piazzolla firmò i suoi primi tanghi strumentali: La chiflada e Color de rosa.
Nel 1946 fondò la sua prima orchestra, con cui incise una trentina di brani fino al 1948, tra cui classici come Inspiracióne El recodo, accanto alle sue prime composizioni originali, tra cui Pigmalión e Villeguita. Si collocò fin da subito tra le orchestre più raffinate, al fianco di nomi come Osvaldo Pugliese, Horacio Salgán, Francini–Pontier e lo stesso Troilo.
Negli anni successivi emersero composizioni come Para lucirse, Triunfal e Lo que vendrá, che furono adottate anche da altre grandi orchestre. In questo periodo, tuttavia, Piazzolla cominciò a sentirsi limitato dalle convenzioni del tango tradizionale.
Nel 1954, grazie a una borsa di studio, si trasferì a Parigi, dove studiò con la celebre musicista Nadia Boulanger. Fu lei a spingerlo a non abbandonare il tango, riconoscendo che la sua vera voce musicale risiedeva proprio lì. A Parigi registrò con l’Orchestra dell’Opéra e il pianista Martial Solal brani straordinari come Nonino (precursore del celebre Adiós Nonino), Chau, París, Marrón y azul, Picasso e altri.
Tornato in Argentina nel 1955, avviò due progetti paralleli: da un lato, composizioni per orchestra d’archi e bandoneón, come Tango del ángel, Tres minutos con la realidad e Melancólico Buenos Aires; dall’altro, la formazione dell’Octeto Buenos Aires, un gruppo che rivoluzionò completamente il linguaggio del tango, reinterpretando brani tradizionali come El Marne e Los mareados in chiave modernissima.
Nel 1958 si trasferì a New York, dove visse un periodo difficile e compose un controverso esperimento di jazz-tango, che egli stesso in seguito rinnegò. Tornò a Buenos Aires nel 1960 e fondò il leggendario Quinteto Nuevo Tango (bandoneón, pianoforte, violino, chitarra elettrica e contrabbasso), una formazione innovativa che diede vita a brani come Adiós Nonino, Revirado, Buenos Aires Hora 0, Muerte del ángel, Fracanapa e molti altri. Con il cantante Héctor De Rosasreinterpretò classici come Cafetín de Buenos Aires, Nostalgias e Cuesta abajo.
Nel 1963 creò un nuovo Octeto, che sperimentò con timbri diversi (flauto, percussioni, voce), ma non raggiunse l’eccellenza del primo. Nel 1965 partecipò a due progetti fondamentali: un concerto alla Philharmonic Hall di New York, dove presentò le Serie del ángel e Serie del diablo, e un ciclo di composizioni su testi di Jorge Luis Borges, con il cantante Edmundo Rivero.
Nello stesso anno scrisse Verano porteño, primo movimento delle celebri Cuatro estaciones porteñas. Seguì la collaborazione con il poeta Horacio Ferrer, da cui nacque l’originale opera-tango María de Buenos Aires e successi popolari come Balada para un loco e Chiquilín de Bachín (1969), interpretati da Amelita Baltar e Roberto Goyeneche.
Nel 1972 fondò il Conjunto 9, con cui incise Música contemporánea de la ciudad de Buenos Aires, superando i confini del tango in senso stretto. Tra i brani spiccano Tristezas de un Doble A, Onda nueve e Vardarito. Dal 1974 iniziò un’intensa fase italiana, in cui compose Libertango, Balada para mi muerte (con Milva) e la toccante Suite troileana, scritta in memoria di Troilo.
Nel 1978, durante i mondiali di calcio in Argentina (strumentalizzati dalla dittatura militare), scrisse una serie di brani per l’evento, scelta che molti considerano un errore.
Nel 1979 riprese l’attività con il suo quintetto, presentando opere come Escualo. Negli anni Ottanta collaborò con artisti internazionali come Gerry Mulligan, Gary Burton, George Moustaki e si esibì in un memorabile concerto a Central Park (1987). Il suo ultimo gruppo fu un sestetto, con l’aggiunta di un secondo bandoneón e del violoncello al posto del violino.
Nel corso della sua vita compose anche colonne sonore per circa 40 film e scrisse numerosi brani divenuti classici: Oblivion, Vuelvo al sur, Tanguísimo, La calle 92, Lunfardo, Años de soledad e la serie La Camorra.
Oggi, esplorare l’opera di Piazzolla, studiarne le partiture o reinterpretarne lo stile rappresenta una sfida appassionante per musicisti di tutto il mondo. Il suo lascito ha trasformato il tango in un linguaggio universale, capace di fondere passato e futuro, tradizione e avanguardia.