Alfredo De Angelis
Nome
Alfredo De Angelis
Musicista argentino, noto soprattutto come compositore, pianista e direttore di un’orchestra di tango
Nascita
Adrogué – (Buenos Aires) Argentina
2 novembre 1912 – 31 marzo 1992
La vita
Dopo la metà degli anni Trenta, la musica internazionale cominciò a dominare la scena, relegando il tango in secondo piano. Le orchestre tradizionali, per stare al passo, iniziarono a includere nei loro repertori generi come foxtrot, polka, corridos, pasodoble, conga e rumba. Anche nomi illustri come Francisco Canaro, Francisco Lomuto, la Típica Victor, Julio De Caro e Osvaldo Fresedo alternavano i tanghi con queste nuove sonorità, spesso eccentriche.
Fu solo con l’arrivo dello stile audace e ritmato di Juan D’Arienzo che il tango tornò a conquistare il favore dei giovani. Questi, non solo riscoprirono il piacere del ballo, ma iniziarono a reinterpretarlo con entusiasmo. In quel clima di rinascita del dos por cuatro sbocciarono centinaia di orchestre e cantanti, dando vita a quella che oggi è conosciuta come la gloriosa epoca d’oro del tango: gli anni Quaranta.
Alfredo De Angelis si inserisce in questo contesto come uno dei direttori che puntarono principalmente sul tango da ballo. Questo, però, non significa che la sua orchestra mancasse di qualità artistica: al contrario, era precisa nell’esecuzione, ben arrangiata e composta da musicisti e cantanti eccellenti.
Come spesso accade, l’élite intellettuale ha guardato con sufficienza a ciò che piaceva al grande pubblico, ignorando — e continuando a ignorare — l’importanza sociale e culturale del ballo popolare. Ho sentito spesso definire De Angelis come un direttore da “giostra”, insinuando che la sua musica fosse semplice, ripetitiva e adatta solo a far girare i ballerini attorno alla pista. Ma queste critiche, a mio avviso, sono ingiuste.
La forza di De Angelis risiedeva proprio nell’armonia e nella coesione del suo stile. Il suo tango era limpido, ben ritmato, rispettoso della melodia e capace di valorizzare il ruolo del cantante. È vero: il suo stile era semplice e poco ambizioso, spesso ripetuto. Ma con il tempo si è rivelato godibile, e alcune sue registrazioni sono diventate fondamentali. Tra queste: Al pie de la Santa Cruz, La brisa, Ya estamos iguales (con Carlos Dante), Marioneta (con Floreal Ruiz), Atenti pebeta, Un tango y nada más, e De igual a igual (con Julio Martel).
Nato ad Adrogué, a sud della Grande Buenos Aires, De Angelis studiò fin da bambino solfeggio e armonia. I suoi primi lavori furono come pianista accompagnatore del cantante Juan Giliberti, che si promuoveva come l’erede musicale scelto da Gardel. Successivamente, entrò nell’orchestra di Anselmo Aieta, dove sostituì il pianista Juan Polito. Una curiosità: in quella formazione suonava anche Juan D’Arienzo, al violino.
Insieme al bandoneonista Ernesto de la Cruz, accompagnò poi il cantante Félix Gutiérrez, famoso “refrainista” dell’epoca. Attorno al 1934 fece parte dell’orchestra di Graciano De Leone, e collaborò anche con Daniel Álvarez. Più tardi entrò nei Los Mendocinos, diretti da Francisco Lauro.
Solo nel 1940 formò la propria orchestra, debuttando il 20 marzo 1941 al Café Marzotto, in Calle Corrientes, con il cantante Héctor Morea, l’unico tra i suoi a non aver mai inciso un disco.
Ben presto l’orchestra si esibì alla radio El Mundo, con le voci di Morea e del nuovo arrivato Floreal Ruiz. Da lì approdò al leggendario Glostora Tango Club, un programma radiofonico che andava in onda quotidianamente, poco prima dello sceneggiato più seguito dell’epoca: Los Pérez García.
La popolarità di De Angelis crebbe rapidamente, e non fu una sorpresa che l’etichetta Odeon lo volesse tra i suoi artisti. Con essa incise ben 486 brani, dal 23 luglio 1943 al 21 gennaio 1977.
Una delle sue qualità fu la scelta accurata dei cantanti, tra i quali si ricordano Floreal Ruiz, Carlos Dante, Julio Martel, Oscar Larroca, Juan Carlos Godoy, Roberto Florio, Roberto Mancini, Lalo Martel e molti altri.
Il caso di Carlos Dante è particolarmente significativo: già affermato come refrainista, entrò nell’orchestra nel pieno della sua carriera, diventandone la voce simbolo e imprimendole un carattere distintivo.
Negli anni Quaranta, De Angelis fu anche un pioniere dei duetti vocali. Tra i più noti, spiccano Dante-Martel, protagonisti di brani come Pregonera, Remolino e Pastora. Seguono i duo Dante-Larroca, e successivamente Juan Carlos Godoy con Lalo Martel e Roberto Mancini.
De Angelis fu anche compositore: scrisse El taladro (in omaggio al club calcistico Banfield), Pregonera, Pastora(entrambe con testi di José Rótulo), Qué lento corre el tren (con testi di Carmelo Volpe), e il gioiello melodico Remolino(ancora con Rótulo).
È vero che Alfredo De Angelis non raggiunse l’importanza storica e innovativa di Aníbal Troilo o Osvaldo Pugliese, ma fu un direttore coerente e onesto, che trovò rifugio nel tango tradizionale, accessibile e comprensibile per il grande pubblico. Lo testimoniano la sua vasta produzione discografica e il successo commerciale che ottenne lungo tutta la sua carriera.